Comunicati
Indagine sugli effetti del Covid-19 sull’imprenditoria giovanile in Trentino
Rilevazione 29 aprile-13 maggio 2020 su 250 imprenditori under 42: l’impatto della pandemia sulle giovani imprese trentine e le proposte per la ripartenza.
Nella primavera del 2020, in piena pandemia, il Gruppo Giovani Imprenditori del Terziario ha realizzato un’indagine sugli effetti del Covid-19 sulle imprese giovanili trentine, con un campione statisticamente significativo di imprenditori under 42 nei settori Commercio, Turismo e Attività di Servizio.
La rilevazione, condotta tra il 29 aprile e il 13 maggio 2020 su 250 imprenditori under 42, è stata articolata in tre momenti: la percezione e l’incidenza della crisi sulle imprese, le proposte per l’associazione di categoria e i risvolti della crisi sull’attività della giovane imprenditoria. L’obiettivo era restituire dati con una valenza scientifica ma anche politica, utili come punto di partenza per la fase di ricostruzione.
I risultati dell’indagine
I numeri raccontano un impatto durissimo: la quasi totalità delle aziende è stata colpita (87,3%) e per il 93,4% con una forza superiore alla crisi del 2008. Tre operatori su quattro (71,6%) hanno attivato programmi di lavoro alternativi per sé e per i dipendenti, mentre poco più della metà (57,6%) è riuscita ad accedere a bonus e sussidi statali, a fronte di cali di fatturato che in alcune fasce hanno eroso dal 25% alla totalità del giro d’affari.
Quasi la metà delle imprese (46,7%) temeva di non riuscire ad assorbire il colpo, e il 90,2% dei giovani imprenditori giudicava insufficienti gli sforzi delle istituzioni. Tra le richieste emergono contributi a fondo perduto e una drastica riduzione della pressione fiscale; oltre il 70% riconosce il ruolo della rappresentanza sindacale nel fornire informazione, aggiornamento e mediazione, in particolare creditizia.
Non mancano i segnali di reazione: il 40,5% ha rivalutato i propri processi aziendali e il 70,2% ritiene che attività nate durante l’emergenza, come il delivery o il contatto diretto con il cliente, possano proseguire anche dopo. Oltre la metà degli operatori (55%) stima un recupero entro uno o due esercizi, orientando le richieste all’associazione verso ristrutturazione aziendale e soluzioni creditizie.
Sono dati importanti, perché ci fanno capire come la nostra generazione imprenditoriale sta affrontando la seconda crisi mondiale da quando abbiamo intrapreso la nostra attività. La reazione è stata immediata, con nuovi servizi e nuovi modelli di business che resteranno anche a emergenza finita.
«Sarà fondamentale però avere aiuti concreti», aggiunge il presidente di Confcommercio Giovani Trentino Paolo Zanolli, «come liquidità a fondo perduto, incentivi per la ripartenza, sgravi fiscali e burocrazia snella. Continueremo a creare lavoro e a mantenere occupazione, ma anche lo Stato dovrà fare la sua parte».
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