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Passaggio generazionale, Angelini: «Aiutare le imprese a meritarsi nuovi eredi»

Al convegno sul passaggio generazionale l’intervento di Eleonora Angelini: governance, eredi e futuro delle imprese familiari.

2 min di lettura Passaggio generazionale
Un momento del convegno sul passaggio generazionale 2026
Un momento del convegno sul passaggio generazionale 2026

Il passaggio generazionale non è soltanto una questione familiare, ma una sfida decisiva per la continuità del tessuto economico trentino e per la capacità del territorio di restare attrattivo per giovani, competenze e nuovi talenti.

È questo il messaggio portato da Eleonora Angelini, Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori del Terziario di Confcommercio Trentino, intervenuta al convegno promosso dall’Università di Trento e da Nedcommunity dedicato al tema della continuità d’impresa, della governance e del ricambio generazionale nelle aziende familiari.

Nel suo intervento, Angelini ha evidenziato come il passaggio generazionale non possa più essere letto soltanto come il trasferimento di quote, ruoli o responsabilità formali. Soprattutto nel settore dei servizi, il ricambio riguarda un patrimonio più fragile e prezioso: la fiducia. Nel terziario, infatti, si tramandano relazioni con clienti, collaboratori, fornitori e territorio, ma anche reputazione, autorevolezza, cultura d’impresa e capacità di interpretare i bisogni del mercato.

Alla luce dei dati aggiornati sul tessuto imprenditoriale trentino, che mostrano l’invecchiamento delle figure chiave, lo svuotamento della fascia centrale tra i 30 e i 49 anni e il ridimensionamento di alcune forme tradizionali d’impresa, Angelini ha richiamato la necessità di affrontare il tema non come emergenza, ma come percorso da costruire per tempo. Il ricambio generazionale, infatti, non può essere ridotto alla domanda “chi prenderà il posto dell’imprenditore uscente”, ma deve interrogare la capacità delle imprese di diventare luoghi aperti, organizzati e attrattivi per le nuove generazioni.

In questa prospettiva, il tema si intreccia con una sfida più ampia: rendere il Trentino un territorio capace non solo di trattenere giovani e competenze, ma anche di attrarre talenti, professionisti e nuova imprenditorialità. Non basta invitare i giovani a restare: occorre costruire contesti nei quali restare, tornare o investire abbia senso. Servono ecosistemi capaci di valorizzare il merito, sostenere l’innovazione, accompagnare la crescita delle imprese, facilitare l’accesso al credito e creare reti tra generazioni.

Angelini ha sottolineato anche l’importanza della governance, della delega e della managerializzazione nelle imprese familiari, ricordando che continuità non significa conservazione, ma capacità di evolvere senza perdere identità. Il successore, infatti, non è necessariamente un figlio o una figlia: può essere un collaboratore, un giovane socio, un manager, un imprenditore esterno o una nuova compagine societaria. Anche acquisizioni, subentri e affiancamenti possono diventare forme positive di continuità, quando permettono a un’impresa sana e radicata nel territorio di proseguire il proprio percorso.

Il ruolo delle associazioni di categoria, in questo scenario, è quello di creare consapevolezza, favorire il confronto tra generazioni, valorizzare le esperienze positive e costruire reti tra imprese, professionisti, Università, Camera di Commercio e istituzioni. La sfida, ha concluso Angelini, è trasformare il passaggio generazionale da momento difensivo a occasione generativa: non aiutare soltanto i giovani a ereditare imprese, ma aiutare le imprese a meritarsi nuovi eredi.

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